La frode in streaming è diventata una delle minacce strutturali più rilevanti per la sostenibilità economica dell'industria musicale. I numeri disponibili ne misurano la portata in modo inequivocabile.
L'IFPI Global Music Report 2026 è esplicito sul punto: i malintenzionati sottraggono ricavi vitali agli artisti e agli altri attori del mercato generando artificialmente ascolti per contenuti manipolati o falsi. Il report chiama a rispondere non solo le etichette, ma tutte le organizzazioni della catena del valore dello streaming — piattaforme, aggregatori e distributori.
I dati di Deezer forniscono una misura concreta del fenomeno. Nel 2025 sulla piattaforma sono stati rilevati e classificati oltre 13,4 milioni di brani generati interamente da intelligenza artificiale, con un volume di caricamenti che ha raggiunto i 60.000 brani al giorno, pari a circa il 39% di tutto il materiale ricevuto quotidianamente. L'85% degli stream generati da questi brani è risultato fraudolento.
Il fenomeno ha già prodotto conseguenze legali concrete. In Danimarca, un uomo è stato condannato nel marzo 2024 per frode informatica e violazione del copyright, con una sentenza iniziale di 18 mesi di reclusione successivamente aumentata a 24 mesi dal tribunale d'appello nel febbraio 2025, a seguito dell'accertamento di una frode più estesa di quanto inizialmente provato. Negli Stati Uniti, Michael Smith ha ammesso la propria colpevolezza dopo aver creato centinaia di migliaia di brani tramite IA e utilizzato bot per riprodurli miliardi di volte, sottraendo oltre 8 milioni di dollari in royalty alle piattaforme e agli artisti legittimi.
La risposta dell'industria si sta organizzando. Spotify ha rimosso oltre 75 milioni di tracce spam nell'ultimo anno e sta implementando nuovi filtri per identificare i soggetti che caricano brani in massa. Deezer ha sviluppato e brevettato uno strumento di rilevamento dell'IA che sta ora cedendo in licenza ad altri operatori del settore, inclusa la società francese di gestione collettiva SACEM.
Il problema non è tecnico: è sistemico. Finché il pool delle royalty è comune e la soglia di accesso è bassa, il sistema rimane esposto. La risposta efficace richiede coordinamento tra piattaforme, aggregatori, distributori e collecting societies — su scala globale.
Qual è la vostra esperienza operativa su questo fronte? Stiamo assistendo a un cambio di passo reale nella risposta delle piattaforme, o il fenomeno è ancora sottostimato?
"Success Through Dedication"
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Pubblicato originariamente su LinkedIn il 23/04/2026.
