Il 18 settembre IFPI ha lanciato la Streaming Integrity Initiative, un impegno comune contro le frodi nello streaming sottoscritto da ventiquattro realtà del settore. Ci sono le tre major, ci sono gli organismi del mondo indipendente come IMPALA e Merlin, ma soprattutto ci sono i distributori: The Orchard, FUGA, AWAL, CD Baby, Ditto Music, Symphonic, Secretly, RouteNote. FIMI ha aderito per l'Italia.
Il dettaglio che conta è dove l'iniziativa decide di intervenire. Non sulle piattaforme, non sugli artisti: sui servizi di distribuzione, individuati come il punto di accesso attraverso cui i cataloghi arrivano sulle piattaforme. Ai firmatari viene chiesto di verificare contenuti e titolarità dei diritti, individuare attività sospette e condividere le informazioni nei limiti consentiti dalla legge.
È una scelta strategica precisa. Finora il contrasto alla frode avveniva a valle, quando gli ascolti anomali erano già stati conteggiati e le royalty già ripartite. Spostarlo a monte significa riconoscere che il filtro efficace è quello che decide cosa entra nel sistema, non quello che corregge dopo.
Il motivo economico lo abbiamo osservato la settimana scorsa parlando di diritti connessi. Il montepremi da ripartire è finito: ogni riproduzione artificiale non crea valore, lo sottrae a chi produce musica sostenendo costi reali. In un mercato dove lo 0,2% dei brani genera l'80% degli ascolti, anche una manipolazione contenuta si traduce in una redistribuzione dalla coda alla testa.
Per un'etichetta indipendente questo introduce una domanda nuova, che fino a ieri non esisteva: il mio distributore ha aderito? Non è una curiosità. Se il controllo sulla legittimità del catalogo si sposta sul distributore, la scelta di quel partner smette di essere solo una questione di percentuali e tempi di rendicontazione, e diventa anche una questione di affidabilità del sistema in cui si entra.
C'è poi un aspetto reputazionale che riguarda tutti. La frode nello streaming viene spesso associata al mondo indipendente, perché è lì che i controlli sono stati storicamente più deboli. Un'adesione esplicita del comparto indie, come quella di IMPALA e Merlin, serve anche a smontare quell'associazione.
Chi volesse approfondire: il 30 settembre alle 11, dentro la Milano Digital Week, FIMI ospita sul proprio canale LinkedIn il panel "Fake plays, real damage" con Melissa Morgia di IFPI ed Enzo Mazza.
La frode nello streaming non si combatte contando gli ascolti dopo. Si combatte decidendo cosa entra. Ed è finalmente un lavoro che qualcuno si è preso la responsabilità di fare.
"Success Through Dedication"
Fonti: IFPI, lancio della Streaming Integrity Initiative (18 settembre 2026); FIMI; Report FIMI 2026
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Pubblicato originariamente su LinkedIn il 21/09/2026.
