La Direttiva europea sul diritto d'autore nel mercato unico digitale (Direttiva UE 2019/790), recepita in Italia con il D.Lgs. 177/2021, ha introdotto alcune delle modifiche più significative al quadro normativo della proprietà intellettuale degli ultimi vent'anni.

Sono tre i punti di maggiore impatto operativo per chi lavora nella filiera musicale:

Art. 17 — le piattaforme di condivisione di contenuti online (OCSSPs) sono ora direttamente responsabili delle violazioni del diritto d'autore commesse dagli utenti, salvo dimostrino di aver adottato misure adeguate per prevenirle. Questo ha accelerato la stipula di accordi di licenza tra piattaforme e collecting societies.

Il diritto a un compenso equo — autori e artisti interpreti hanno diritto a ricevere una remunerazione proporzionata e adeguata, con obbligo di trasparenza da parte di chi detiene i diritti sui ricavi generati dalle loro opere.

Il meccanismo di revoca della cessione — se un'opera non viene sfruttata commercialmente entro un termine ragionevole, l'autore può revocare la cessione dei diritti al cessionario.

Conoscere il quadro normativo non è un esercizio accademico. Per etichette, editori musicali e aggregatori, è la base su cui costruire contratti solidi e relazioni trasparenti con gli artisti.

Nella vostra esperienza, quale di questi tre principi è ancora meno conosciuto o meno applicato concretamente nel settore? Condividete la vostra prospettiva nei commenti.

"Success Through Dedication"

#CopyrightLaw #MusicLaw #SIAE #QantoRecords #MusicBusiness #ProprietàIntelletuale #Authorsrights

Pubblicato originariamente su LinkedIn il 09/04/2026.