Con questa puntata parte una nuova serie. Dopo i mestieri della filiera, i documenti che li tengono insieme: cosa sono, cosa devono contenere, cosa succede quando mancano.

Cominciamo da quello che previene più dispute di qualsiasi altro. Lo split sheet è un accordo privato, firmato da chi ha partecipato alla scrittura di un brano, che stabilisce chi ha fatto cosa e con quale percentuale. Non è un modulo SIAE e non va depositato da nessuna parte: è la carta che si firma prima, e da cui tutto il resto discende.

Deve contenere poche cose, tutte obbligatorie. Il titolo del brano. Il nome anagrafico di ciascun avente diritto, non il nome d’arte. Il contributo di ognuno, distinguendo testo e musica. Le percentuali, che devono sommare a cento. La data e le firme di tutti.

Quelle percentuali diventano poi la dichiarazione alla collecting, ed è qui che il 2026 ha introdotto una novità che vale la pena conoscere. Dal 12 gennaio SIAE ha abbandonato i ventiquattresimi: le quote dei diritti di esecuzione si indicano direttamente in percentuale, allineandosi al sistema già usato per i diritti di riproduzione meccanica e agli standard internazionali. Le opere già depositate sono state convertite in automatico, quindi 12/24 oggi si legge 50%. Il nuovo sistema integra anche la catena del diritto, cioè la ricostruzione dei rapporti tra tutti gli aventi diritto e delle cessioni avvenute nel tempo.

Per chi scrive, la conseguenza pratica è che lo split sheet e il deposito ora parlano la stessa lingua. Prima bisognava tradurre un accordo in percentuali dentro un modulo in frazioni, e la traduzione era il punto in cui nascevano gli errori.

Resta però l’errore più comune, che nessun sistema può evitare: uno split sheet che dice 60 e 40 e un deposito che dice 50 e 50. Due documenti che si contraddicono producono contestazioni, blocchi nella ripartizione e, nei casi peggiori, anni di proventi fermi.

Per un’etichetta indipendente la regola operativa è una sola, e non costa nulla. Lo split sheet si firma il giorno stesso in cui il brano viene scritto, quando tutti sono d’accordo e nessuno ha ancora idea di quanto varrà. Rimandarlo a dopo l’uscita significa negoziare quote su un brano che intanto ha un valore, e con persone che nel frattempo possono essersi allontanate.

Un foglio firmato in studio vale più di qualsiasi accordo verbale tra amici. Soprattutto quando gli amici smettono di esserlo.

“Success Through Dedication”

Fonti: SIAE, nuovo sistema di Copyright Management attivo dal 12 gennaio 2026; prassi contrattuale italiana

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Pubblicato originariamente su LinkedIn il 08/10/2026.